Era il 2013 quando approdai sull’isola di Budelli per incontrare Mauro Morandi, il suo leggendario custode.
Mi accolse con la calma di chi ha fatto del silenzio il proprio compagno di vita e mi raccontò la sua storia incredibile: come, quasi per caso, arrivò su quell’isola e come decise di restare, scegliendo la solitudine come forma profonda di libertà.

Nel suo racconto c’era il mare, il vento, e tutto ciò che la natura gli donava. Mi mostrò anche il suo albero di Natale, presente tutto l’anno, fatto con gli oggetti che le onde portavano a riva, e il suo presepe, semplice e poetico, modellato con la stessa pazienza con cui aveva modellato la sua esistenza.

Fu un incontro che rimase con me, scritto su foto scattate con un cellulare.
Buone feste, così.
Gianni

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