C’era un tempo, tra la fine degli anni ’80 e i primi ’90 in cui il Primo Maggio aveva un significato speciale. Per noi significava una cosa sola: San Giuseppe.

Era una tappa irrinunciabile. L’area verde davanti alla chiesetta si trasformava in un grande mosaico di famiglie, amici, risate e tovaglie stese sull’erba. I picnic erano il cuore della giornata: ognuno arrivava già carico di cibo da condividere, anche se il comitato non faceva mai mancare qualcosa di caldo per tutti. Un gesto semplice, ma pieno di comunità.

Si partiva in vespino, con quell’aria di libertà tipica di quegli anni. E chi aveva la macchina diventava automaticamente il “trasportatore ufficiale”, facendo spazio ad amici, borse frigo e qualche cassa di birra in più. Il viaggio stesso era parte della festa.

Poi, lentamente, tutto si è fermato.

Verso la fine degli anni ’90, la festa ha smesso di essere celebrata. E la chiesetta, privata della sua ricorrenza e delle persone, ha iniziato a portare i segni del tempo e dell’abbandono. Anno dopo anno, quel luogo così vivo è diventato sempre più silenzioso e nascosto dai rovi.

Fino al 2019, quando qualcosa ha iniziato a cambiare. L’amministrazione comunale di centrosinistra di Santa Teresa Gallura ha stanziato dei fondi che, insieme a quelli della diocesi, hanno dato il via a un progetto di recupero della storica chiesetta. Un segnale importante, quasi un tentativo di restituire dignità a un luogo carico di memoria.

Il 21 marzo 2026, quasi per caso, ho saputo dell’inaugurazione. Non potevo mancare.

C’era gente, certo, ma soprattutto c’era un’atmosfera particolare. Don Romolo, il nuovo parroco, ha officiato la messa inaugurale ripercorrendo la storia e il significato di questa chiesetta e delle altre che in quell’epoca furono costruite in Sardegna, al termine, il comitato ha offerto un aperitivo semplice: dolci e vino, condivisi tra i presenti. Un momento conviviale, autentico, che ha fatto riaffiorare qualcosa di familiare.

Oggi la chiesa è tornata in gran forma. Restaurata, curata, di nuovo viva.

Spero che lo spirito di quella festa continui oggi con la stessa intensità e spirito di condivisione di quei valori di quegli anni.

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