La diciassettesima edizione conquista ancora
Anche la diciassettesima edizione del festival non ha deluso le aspettative. Tre giornate intense, ricche di emozioni, incontri e soprattutto grande musica.
Prima serata, un viaggio tra radici e omaggi
Ad aprire le danze è stato Andrea De Luca, con il suo blues capace di accogliere e mettere subito il pubblico nel giusto mood. Subito dopo, l’esplosione sul palco: il nuovo album di Osvaldo Di Dio, Blues for Pino, un sentito omaggio a Pino Daniele, con brani suonati insieme a musicisti che con lui hanno condiviso alcuni dei momenti più intensi della carriera.
Emozionante la pausa narrativa in cui gli artisti hanno raccontato gli inizi, i mezzi di fortuna con cui registrarono la loro prima audiocassetta, fino all’arrivo del multitraccia e della storica audiocassetta Agfa.
La serata è proseguita con Luke Winslow-King, che ha trasformato l’anfiteatro in una festa collettiva: ritmo, potenza e tanta energia sotto al palco.
Seconda serata, originalità e anima
Il secondo appuntamento si è aperto con Spookyman, un progetto originale e fuori dagli schemi, perfetto per sorprendere il pubblico del festival.
A seguire, la carica soul della Anthony Paule Soul Orchestra, capace di unire eleganza e potenza in un set memorabile.
In chiusura, il blues diretto e l’armonica inconfondibile del trio The Crowsroads, che hanno accompagnato il pubblico fino all’ultima nota.
Terza serata, leggende e fuochi finali
L’ultima giornata è iniziata con la musica di Marco Farris, aprendo la strada a una leggenda vivente: Martin Barre, storico chitarrista dei Jethro Tull. A 78 anni ha regalato due ore di concerto indimenticabili, sorprendendo il pubblico con un cameo speciale: un brano al flauto, sostituendo con dignità Ian Anderson.
A mezzanotte, i fuochi d’artificio hanno illuminato il cielo e subito dopo la James Oliver Band ha portato l’energia finale, chiudendo il festival con il botto.
Un arrivederci già atteso
Tre giorni di musica, storie e passione che hanno confermato ancora una volta l’anima del festival.
Un arrivederci con la promessa di ritrovarsi il prossimo anno, pronti a vivere nuove emozioni.
Ciao