Racconti

Dove si costruì per fare la guerra, ma la guerra non arrivò.

Me le immagino al buio e al freddo le lunghe notti di guardia mimetizzati dentro le fortezze di roccia in attesa di un nemico a cui sparare che mai arrivò, e dall’imponenza delle costruzioni e dei cunicoli le intenzioni erano forti, ma alla fine quei cannoni forse li hanno solo lucidati per bellezza.

Un ricordo positivo c’è, quanto mi piacevano quei viaggi, erano gli anni 80, e con la nostra fiat ritmo colore caffellatte andavamo verso i cannoni delle Batterie Ferrero che non hanno mai sparato e dove la guerra non è mai arrivata, ma dove zio Antuniccu, il custode, ci aspettava sempre a braccia aperte felice di averci come ospiti a cena.

Ricordo ovunque andassi nelle mie lunghe camminate esplorative, tutto sapeva di guerra, ma l’unica guerra era la mia, quando mi recavo a pochi metri dal pollaio e architettavo come rubare le uova alle galline di nascosto dal gallo non sapendo che un giorno il generale con il becco me l’avrebbe fatta pagare cara.

Trentadue anni dopo, era il 2005, munito di macchina fotografica con tanto di pellicola in bianco e nero tornai dove nessuno aveva sparato, in un luogo che iniziavo a sentire meno casa e totalmente distante da me su tutto, un luogo preparato per la guerra, i tanti simboli e le chiare ideologie politiche. Quel “andiamo a casa di zio Antuniccu” fratello di nonna aveva abbandonato il suo spazio alla realtà di quel posto ormai abbandonato.
Il pollaio non c’era più, la casa dello zio era abbandonata a se stessa e quei casermoni vicino casa sempre chiusi e ripostiglio di attrezzi erano aperti a tutti e in totale abbandono.

Giornate documentate su pellicola, quasi ottocento scatti che hanno ritrovato luce durante le notti in camera oscura, pellicole rovesciate sotto sopra ben alloggiate dentro le tank e nessuna frenesia fotografica digitale del tutto e subito, un passo lento, non c’è fretta la guerra non è mai arrivata cos’altro poteva cambiare?!

Dopo vent’anni ho aperto quel cassetto, deciso di scrivere e impaginare un breve foto racconto dove per gli zii è stata casa e per me scoperta, dove la guerra si è preparata, ma non è mai arrivata e dove per me è stata una passeggiata più attenta nella storia di quel luogo.

Oggi la condivido con il mondo e se vi va e avete curiosità fate un giro con me.

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