Ieri in prima pagina su “La Nuova Sardegna” leggo questo titolo (L’Eden del depliant è un inferno) alcune parti dell’articolo mi hanno fatto riflettere una in particolare “I depliant dei tour operator e le immagini dei siti internet erano una pennellata di turchese sopra una sabbia candida, punteggiata di ombrelloni e di persone allegre a mollo nelle loro vacanze da sogno. Invece gettare lo sguardo nella realtà, cioè oltre la terrazza e in quel che resta del litorale di (bip) e dei (bip), ha lo stesso effetto di un montante allo stomaco. I granelli bianchi non ci sono: la spiaggia è una distesa sottilissima color asfalto”
Questo pezzo non lo scrivo per accusare qualcuno, non ho neanche visto le foto quindi censuro anche i nomi, ad istinto finito di leggere l’articolo un pensiero mi gira in testa.
con amici fotografi si discute a volte sul fatto di come ritoccare un immagine che poi entrerà anche in un depliant o che sarà indirizzata ad un turista e lo scontro di opinioni è inevitabile, per il semplice fatto che alcune cose non le accetto a differenze di chi pensa che se l’immagine ci guadagna vanno bene, quindi mi chiedo, tutto e lecito?
Non accetto il fatto che nel ritocco delle immagini sia compreso anche la modifica del territorio, questa roccia la metto, quella la levo, il colore del mare lo voglio azzurro, la sabbia non va bene meglio più soffice, questi cespugli non mi piacciono.
Ora io ritengo che questo sia solo un uso scellerato di chi non sa fare fotografia ma sa usare bene photoshop oppure è un bravo fotografo ma ha perso l’orizzonte e pur di vendere farebbe di tutto.
Certo questo è un comportamento scorretto, mi è capitato anche di discutere con qualche turista su una foto alla Mostra Mercato di Gubbio e sentirmi dire, “mi scusi ma io il territorio lo conosco bene ci vengo da almeno venti anni, ma qui non è così”
Come dargli torto qualcosa mancava sostituito da qualcosa esteticamente più bello.
State in campana fotografi che non è così che si fa fotografia.






sono d’accordissimo con te!! è vero gente che sa fotografare davvero ne esiste poca, meglio usare photoshop! ma che scherziamo? non è tutto lecito, io oserei chiamarla truffa! il vero fotografo sa scovare angoli, angolature, attimi, scorci e colori in ogni dove, in ogni momento, questa è arte!
Benvenuta Cristina,
Il rientro dalle vacanze è andato bene?
Bella Capo Testa?
Come fai mi chiedo io a ritoccare foto di certi posti come Capo Testa?
La risposta forse è che il fotografo non riesce più a guardare, come diceva un grande fotografo “la fotografia si fa con gl’occhi con la testa e con il cuore” aggiungo io non con photoshop
Grazie per il tuo commento, quello che dici può sembrare scontato ma purtroppo non lo è per niente.
Ritengo che il digitale sia una gran cosa, abbassa i costi di produzione e permette di fare cose che magari prima in pellicola richiedevano tempi e costi molto elevati, ma il rovescio della medaglia è la parte che più mi fa paura.
La perfezione sta prevalendo su tutto spesso anche sul lato artistico, lo vediamo anche nelle foto di moda le modelle hanno una pelle irreale, filtri,ritocchi spaventosi
e dei calendari ne vogliamo parlare!!!
donne perfette ritoccate all’esasperazione, cioè quella nel calendario praticamente non è più lei il fotografo non riesce più a valorizzare la donna la vuole solo perfetta in ogni sua linea e lo fa con photoshop, che tristezza dico io
Io porterei tutte queste cose nelle scuole di fotografia o farei dei corsi “Come non fare fotografia”.
La nostra generazione si guarda indietro e vede grandi fotografi e grandi foto,
dall’era del digitale in poi cosa vedremo?
fotografia? oppure fotografi scellerati con immagini ritoccate su photoshop che raccontano un mondo che non esiste?
Non vendetevi amici e come dice Cristina la fotografia è arte
A presto Cristina
Gianni
Ciao Gianni, il tuo discorso non fa una grinza. Per quanto mi riguarda la fotografia deve rappresentare nel miglior modo possibile (compatibilmente con i mezzi e le capacità che ognuno possiede) la realtà, come noi la vediamo, con i nostri occhi. E non come vorremmo che fosse.
Il fotoritocco subdolo, ingannevole è un un pugno nello stomaco dato alla fotografia.
Benvenuto Simone.
Grazie del tuo commento, mi sento meno marziano.
Questo mi dice che c’è ancora chi ama la “Fotografia” e non photoshop.
Darò una sbirciatina al tuo blog
a presto
Gianni